Storia della cooperativa

La coop. Croce Azzurra nasce nel 1972; nei primi anni ’70 è forte la contestazione verso un modello di Stato interventista ed assistenzialista inefficace e che priva i cittadini di fondamentali funzioni di decisione e di scelta. Il dissenso di quegli anni determina un nuovo modello di partecipazione socio-culturale, attraverso il quale la collettività ritiene di potersi esprimere, proponendo un’alternativa all’inadeguatezza delle Istituzioni pubbliche e all’offerta del mercato mirata al profitto. Da qui la nascita delle prime cooperative operanti nel settore dei servizi sociali, che trovano terreno fertile soprattutto in Emilia Romagna, terra di forti tradizioni.

Croce Azzurra Bologna dal 1972

“La società si propone, con spirito mutualistico e senza fini speculativi, di svolgere l’attività di trasporto di persone in genere, di svolgere l’attività di trasporto infermi con servizio di autoambulanza, di svolgere il servizio di pronto soccorso diurno e notturno…”
Tratto dallo Statuto redatto il 24/03/1972

La prima sede della Croce Azzurra è a Bologna in Via Berretta Rossa 61, il Presidente eletto dai Soci è Franco Salimbeni che resterà in carica per oltre 35 anni; inizialmente i Soci sono solo 11, poco più del minimo consentito dalla legge e alcuni di questi resteranno fedeli all’organizzazione per tutta la loro vita lavorativa.

La Cooperativa si propone subito con scelte innovative, dotando i Soci lavoratori di radiotelefoni e di divise confezionate appositamente in sartoria e individuando da subito il marchio con i colori che ancora oggi lo contraddistinguono: il bianco e l’azzurro.

Si mettono in atto vere e proprie azioni di marketing: i Soci e i dipendenti nel frattempo assunti, stazionano davanti agli ospedali a disposizione dei potenziali “clienti” e distribuiscono volantini pubblicitari nei siti più strategici, con il fine di dare visibilità al proprio lavoro.

Alcuni tragici eventi tra il 1974 e il 1978, fanno emergere tutte le carenze organizzative e logistiche nell’intero sistema di emergenza sanitario, seppure vi è in queste tragiche circostanze una grande solidarietà tra i soccorritori istituzionali e l’intera comunità, che vi partecipa attivamente prestando ogni aiuto possibile.

coop croce azzurra - strage italicus

Innanzitutto, la Strage dell’Italicus, un attentato terroristico compiuto nella notte del 4 agosto 1974 a San Benedetto Val di Sambro; una bomba ad alto potenziale esplode alle 1:23 nella vettura 5 dell’espresso Roma-Monaco di Baviera. Nell’attentato perdono la vita 12 persone e altre 48 rimangono gravemente ferite. La strage avrebbe avuto conseguenze più gravi, se l’ordigno fosse esploso all’interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro, come avvenuto dieci anni dopo nella Strage del Rapido 904.
Il 15 aprile 1978 quando a Murazze di Vado (BO) la locomotiva dell’espresso Lecce-Milano urta il rapido «Freccia della Laguna» Bolzano-Roma che deraglia: 48 morti e 76 feriti. E’ ancor più evidente la necessità di riorganizzarsi, ma ancora non prendono forma azioni concrete.

Coop Croce Azzurra Bologna - Strage 2 agosto 1980

In seguito alla strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980, che emerge l’urgenza di una trasformazione del sistema di emergenza ed è in questo periodo che vengono gettate le basi sulle quali è stato costruito negli anni l’intero sistema “118”. L’evento terribile non ha solo aperto un dibattito politico e sociale, ancora attuale, ma ha rimesso in discussione alcune certezze sulla sicurezza sociale, sull’abilità e la competenza di chi interviene in situazioni di emergenza, dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco, dalla protezione civile alle autoambulanze.

Sul territorio bolognese convivono altre realtà, le Pubbliche Assistenze o Associazioni di volontariato.